L'attività dei bambini

Il gioco simbolico
Attività dei più piccoli (6/12 mesi)

Essendo vivo nei bambini così piccoli, il rapporto simbiotico con la propria mamma la collaboratrice educativa tenderà a dare continuità a questo legame e soddisfare i loro bisogni primari.

Per favorire lo sviluppo psico-motorio si stimolerà il piccolo attraverso:

  • Sensibilità corporea (stringerlo affettuosamente, cambiargli la posizione corporea, giocare insieme durante il cambio dei pannolini, rispondere al suo pianto, al suo sorriso ecc.)
  • Sviluppo psico-motorio (far giocare il bambino con sonagli e oggetti, mettere il bambino seduto, sorreggerlo in piedi, fargli tirare e raccogliere oggetti...)
  • Coordinazione corporea (si eseguiranno gesti semplici e accentuati in modo che il bambino possa imitarli, farlo gattonare o aiutarlo a muovere i primi passi...)
  • Sviluppo del linguaggio i cui aspetti educativi essenziali sono:

- Musicalità (parlare al bambino, stimolare la sua "lallazione", cantare canzoncine, fargli ascoltare canzoncine e musica in genere..)
- Espressione verbale (fargli imitare le voci e il suono dei rumori quotidiani, dire più volte il nome di un oggetto, fargli riconoscere e imitare persone, oggetti e parti del corpo umano...)
- Sviluppo sensoriale (ascolto di rumori e suoni diversi, osservare oggetti colorati in movimento, farlo giocare davanti allo specchio, proporre libri di cartone plastificato, giocare con delle immagini grandi, invitarlo ad assaggiare ogni cibo.

Il bambino in genere comincia l‘esplorazione del mondo che lo circonda attraverso il corpo.
Con la bocca inizia a scoprire le sue mani, i piedini, per passare ai giochi e a tutti gli oggetti che riesce ad afferrare. Seguendo questo istinto innato ai bimbi più piccoli vengono proposti, riuniti in un contenitore che chiamiamo cestino dei tesori,  giochi e oggetti di materiale diverso che si possano: afferrare, agitare, sbattere uno contro l‘altro, rotolare, passare da una mano all‘altra, aprire e chiudere, riempire con altro materiale e svuotare.
Dal nono mese in poi il bimbo acquisisce la capacità di prendere gli oggetti con pollice ed indice cercando di afferrare oggetti più piccoli che gli vengono proposti dalle educatrici.
I bimbi svolgono questa attività a terra, seduti su morbidi tappeti, favorendo così la possibilità di gattonare cercando di recuperare un gioco finito un po‘ più in là; naturalmente tutto è studiato per avere il minimo rischio in caso di capitomboli.


I bambini da 1 a 2 anni. 

E' l‘età in cui scoprono se stessi e pertanto il volersi confrontare con gli altri.
Tendono a distaccarsi dalla persona che li accudisce, non più unico punto di riferimento, e fare nuove esperienze.
Compito della collaboratrice educativa è sostenere contemporaneamente il singolo bambino e il gruppo e, attraverso studiate attività, incrementare la loro autonomia psico-fisica.
Le attività saranno strutturate in:
Canzoncine mimate, balli, girotondo, racconti di fiabe
Giochi con l‘ausilio di strumenti come pentolini, automobili, palloni, bambole, costruzioni, ecc...
Giochi espressivi come attività pittoriche (servendosi di pennarelli, pastelli a cera) manipolative, creative.

Richiestissime sono le canzoncine e le filastrocche, di cui i bambini che in questo periodo stanno sviluppando il linguaggio, di solito ripetono le ultime parole delle varie strofe.

Un‘altra importante attività proposta soprattutto ai bambini di questa età è il gioco euristico (dal greco eurisko = scopro quindi conosco).

Esso viene definito «un approccio all‘apprendimento»: consiste nel dare ai bambini una grande varietà di oggetti e di contenitori diversi in uno spazio e per un periodo di tempo controllati.

Nel corso del secondo anno di età, il bambino ha acquisito una notevole capacità di muoversi, che viene esercitata quasi incessantemente: la concentrazione, tipica dei più piccoli ad esempio quando sono intenti a esplorare qualcosa, si perde nel momento in cui i bambini sono in grado di spostarsi perché il loro interesse si fa fugace e di breve durata. E‘ necessario quindi creare una situazione motivante che soddisfi il bisogno di novità e di scoperta tipico di questa fase di sviluppo, tenendo conto del fatto che l‘attenzione del bambino si è spostata sulle combinazioni e sulle relazioni tra gli oggetti. Il Gioco euristico nasce da questa esigenza e si propone di rispondere al bisogno dei bambini di esplorare e di scoprire da soli il funzionamento e le relazioni degli oggetti, a seconda di come vengono maneggiati, senza trovare sulla loro strada risposte preconfezionate dagli adulti.

Si propongono quindi ai bambini contenitori diversi, scatole, barattoli e vari oggetti quali grossi tappi, nastri, palline da tennis, catenelle, cilindri, chiavi (legate le une alle altre, in modo da non costituire un eventuale pericolo), grosse conchiglie, pigne, mollette, in generale oggetti casalinghi o di recupero (tali comunque da non poter essere ingeriti, anche involontariamente). L‘attività consiste nel mettere dentro, tirare fuori, selezionare, classificare, ordinare i contenuti in rapporto ai differenti contenitori.

Quando i bambini sono impegnati in questo gioco, si osserva generalmente in loro concentrazione ed interesse: naturalmente non esiste l‘esplorazione giusta o sbagliata e quindi il successo è garantito, a differenza di quanto accade con i materiali “didattici” con i quali il bambino si deve ingegnare a trovare la funzione o la soluzione “giusta”, pensata cioè da chi ha costruito il materiale e non dal bambino stesso.

Le osservazioni effettuate nei nidi in famiglia, che seguono le indicazioni della Goldschmied (psicologa inglese considerata tra le più autorevoli esperte in Europa in materia di servizi socioeducativi per la prima infanzia) illustrano efficacemente l‘attenzione suscitata nei bambini da questa attività: riempiono e svuotano i diversi contenitori, selezionano, differenziano, mettono in serie, infilano e fanno pile, fanno rotolare e mettono in equilibrio, tutto ciò con evidente soddisfazione.

In entrambe le attività il ruolo dell'adulto è del tutto secondario e consiste soltanto nel facilitare il gioco predisponendo lo spazio e il tempo necessari. Le motivazioni, infatti, sono interne ai bambini, nascono dal loro sviluppo cognitivo e affettivo e sono associate al piacere tratto dall‘azione e alla soddisfazione dei bisogni di scoperta attraverso attività adeguate all‘età e ai processi psicologici sottostanti.

Si tratta quindi di giocare e sperimentare, per imparare. Sperimentare anche attraverso i colori a dita la possibilità di cambiare l‘aspetto di un foglio bianco, giocare con la farina gialla riempiendo e svuotando i contenitori, attività che favorisce lo sviluppo del coordinamento oculo-manuale. Pasticciare con la pasta del pane, la plastilina, la creta (sempre sotto l'attento controllo dell‘educatrice), offre la possibilità ai bambini di manipolare e di cambiare la forma alle cose.

Anche la lettura dei libretti cartonati è molto richiesta e i piccoli non si stancano mai di farsi rileggere più volte il loro libro preferito.


I bambini da 2 a 3 anni. 

I bambini di quest‘età hanno acquisito un‘indipendenza motoria e un vocabolario linguistico. E‘ una fascia di età in cui il piccolo riconosce l‘attività di routine al nido o in ludoteca e pertanto è pronto al passaggio alla Scuola dell‘Infanzia.

Nella stanza dei giochi i bambini incominciano a organizzare i primi giochi con i coetanei. Dal semplice gioco di imitazione degli adulti, grazie alla raggiunte capacità di rappresentare mentalmente gli oggetti e le situazioni, incominciano ad assumere dei ruoli: la mamma che va a fare la spesa, il papà che guida la macchina, la dottoressa che li visita quando sono ammalati (gioco simbolico).

In questa fase si svolgono attività tese a rafforzare la sua autonomia, la socializzazione, l‘amor proprio. Pertanto si eseguiranno:

  • Giochi di movimento
  • Girotondo con canti di movimento
  • Canzoni mimate
  • Ci muoviamo nello spazio (camminando, correndo, con le mani in alto, gattonando)
  • Giochi percettivi e cognitivi, per migliorare le coordinazioni oculo/manuale e per rafforzare il linguaggio
  • Disegnare, pitturare (con pastelli a cera, pennarelli, pastelli, incollare pezzi di carta, foglie, fiori, farina, zucchero, pasta grossa...)

Le tecniche impiegate permetteranno di eseguire i lavori per le ricorrenze (Natale, Carnevale, Festa della mamma, del papà, ecc..). Disegni liberi e disegni a tema (le stagioni, le forme, gli animali, la frutta, i mezzi di trasporto).

E ancora:

  • Giochi affettivi
  • Ascolto dei libri
  • Giochi d‘imitazione per la comprensione della realtà (es. di un mestiere, della mamma o del papà ecc...). Vengono usati cappelli, borse, abbigliamento di vario genere.

Giochi liberi fra i bambini con costruzioni, macchinine, bambolotti, peluche.

I bambini "grandi" continuano comunque anche a svolgere le attività finora descritte per i bimbi delle altre fasce d'età, ma in maniera più elaborata.
Nascono nei disegni i primi soli, le prime figure dotate di gambe e di braccia, i lavori di collage, le maschere di pasta di sale e altro ancora.

A quest'età sono particolarmente importanti i giochi di comunicazione.
Essi hanno per obiettivo lo sviluppo del linguaggio e della conoscenza di persone, cose, ambienti.
Filastrocche, canzoncine, piccole storie sviluppano il senso del ritmo, la memoria, la socializzazione, oltre ai concetti spazio-temporali.
Vengono utilizzati registratori, video-cassette, album, libri.
I canti, che accompagnano una buona parte della giornata in ludoteca, favoriscono lo sviluppo della socialità fra adulti e bambini e dei bambini fra loro.
Raccontare storie, ascoltare, osservare la realtà o le immagini di un album o di un libro, rappresentano momenti molto qualificanti.

Anche il gioco della manipolazione è importante e gradito. Lo scopo è, attraverso l'uso di materiali diversi, di sviluppare la sensibilità tattile, la motricità, di imparare a modellare forme semplici, di apprendere il concetto dentro-fuori, di quantità, di trasformazione della materia (mescolando ad esempio farina ed acqua).
I materiali usati sono molteplici: il didò, il pongo, il das, la creta, la sabbia, la carta, la farina, la pastina. Tazzine, colini, imbuti, secchielli, ciotoline serviranno a riempire, vuotare, travasare.

I giochi da incastro sono invece strettamente collegati allo sviluppo delle capacità spazio-temporali e per la coordinazione occhio-mano; sviluppano la capacità manipolativa del bambino.
Anche a questi giochi partecipano gruppetti di bambini, seduti vicino ai tavolini, o su un tappeto, che delimita l‘angolo delle costruzioni.